I giullari di Dio Grottaglie
Parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo

Benvenuto nel blog dei Giullari di Dio Grottaglie. Ti auguriamo una buona permanenza. Un abbraccio



>
domenica, 25 maggio 2008

Dio ha donato i suoi occhi all'uomo,
perché potessimo vedere l'anima dentro:
finestre trasparenti spalancate all'infinito,
specchio terso e lucente dell'interiorità.

Glo occhi che conservano la freschezza delle origini
riflettono luce, irradiano lampi di gioia,
riflettono Dio.
Ecco perché gli occhi non invecchiano mai.

E' bello riposare in uno sguardo di fanciullo:
parlano con quegli occhi magici ed incantati.
Sono un libro aperto i loro occhioni di madreperla:
ti parlano con la vivacità del lampo e il crepitio delle faville
di un mondo fantastico, di stupore, di giochi inventati.

Gridano con l'esuberanza dei colori dell'iride
che la vita è un arcobaleno di delizie, uno scrigno di tesori.
Sono i loro occhi che ci regalano voli di gabbiani e aquiloni,
e tramonti dipinti da variopinti colori
e danze di rondini e di farfalle che ricamano il cielo a festa.

La loro trasparenza travalica spazio e tempo e sei nella pace:
nel loro sguardo profondo si disegna il mondo beato della quiete.
Sono quegli sprazzi di innocente furbizia nelle pupille
a togliere il malumore e a far ritornare il sereno nell'anima.

Gli occhi di chi è bambino nel cuore e nella mente
spalancano i cieli, sciolgono le nubi cariche di presagi,
fanno vibrare un caldo sole che ti avvolge ed accarezza,
e ti contagiano di quella pace che cerchi in ogni dove.

Sì, nella lucentezza degli occhi bambini ed incantati
scorgi come d'incanto gli stessi occhi di Dio che ti vuole bene

                         P. Gianni Fanzolato

postato da: 2falco alle ore maggio 25, 2008 18:35 | Permalink | commenti
categoria:poesia, amore, vita, diario, blog, amicizia, estate, attualità, preghiera, fatti recenti, p fanzolato
>
mercoledì, 21 maggio 2008

Gomitoli di cotoneC'era una volta un filo di cotone che si sentiva inutile. "Sono troppo debole per fare una maglietta. Sono troppo sgraziato per un aquilone e non servo neppure per un ricamo da quattro soldi. Sono scolorito e ho le doppie punte... Ah, se fossi un filo d'oro, ornerei una stola, starei sulle spalle di un prelato! Non servo proprio a niente. Sono un fallito! Nessuno ha bisogno di me. Non piaccio a nessuno, neanche a me stesso!"

Si raggomitolava sulla sua poltrona, ascoltava musica triste e se ne stava sempre solo soletto.

Lo udì un giorno un mucchietto di cera e gli disse: "Non ti abbattere in questo modo, piccolo filo di cotone. Ho un'idea: facciamo qualcosa noi due, insieme! Certo, non possiamo diventare un cero da altare o da salotto: tu sei troppo corto ed io sono una quantità troppo scarsa. Possiamo diventare un lumino e donare un pò di calore ed un pò di luce. E' meglio illuminare e scaldare un pò piuttosto che stare nel buio a brontolare".

Il filo di cotone accettò di buon grado. Unito alla cera, divenne un lumino, brillò nell'oscurità ed emanò calore. E fu felice.

Un abbraccio,

                       I giullari di Dio Grottaglie

postato da: 2falco alle ore maggio 21, 2008 20:45 | Permalink | commenti
categoria:riflessioni, vita, diario, amicizia, fede, estate, attualità, preghiera, felicità, fatti recenti
>
martedì, 20 maggio 2008

Madre_Teresa_di_CalcuttaMadre Teresa incontra i giornalisti mentre ritorna da Oslo a Roma, dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Molti giornalisti vogliono parlarle. Non si sottrae, li accoglie come figli, dà a ciascuno una medaglietta dell'Immacolata. Un giornalista le dice:
- Madre, lei ha settant'anni. Quando lei morirà, il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?
Madre Teresa non reagisce negativamente, fa un sorriso divertito e risponde:
- Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo. Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita, nella quale possa brillare l'amore di Dio. Le pare poco?

Il giornalista non riesce a replicare e allora la Madre, nel silenzio pieno di emozione che si era creato, replica:
- Cerchi anche lei di essere una goccia pulita e così saremo in due. Lei è sposato?
- Sì, Madre.
- Lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre. Ha dei figli?
- Tre figli, Madre.
- Lo dica anche ai suoi figli e così saremo in sei...

Non c'era bisogno di aggiungere altro. Madre Teresa aveva lanciato il suo messaggio: ciascuno di noi ha in mano un piccolo capitale di amore e la possibilità di riflettere l'amore di Dio. E' questo capitale che dobbiamo preoccuparci di investire e di far fruttificare nella nostra vita, senza preoccuparci se il mondo cambia o non cambia. Questo lasciamolo a Dio.


Speriamo che anche tu possa accogliere e far fruttificare il messaggio di madre Teresa.

Un abbraccio,

                      I giullari di Dio Grottaglie

postato da: 2falco alle ore maggio 20, 2008 08:42 | Permalink | commenti (2)
categoria:amore, riflessioni, diario, blog, pace, amicizia, fede, attualità, preghiera, felicità, madre teresa, catechesi, fatti recenti
>
giovedì, 15 maggio 2008

Non dire: Padre,
se ogni giorno
non ti comporti come un figlio.

Non dire: Nostro,

se vivi isolato nel tuo egoismo.

Non dire: Che sei nei cieli,

se pensi solo alle cose terrene.

Non dire: Sia santificato il tuo nome,

se non lo onori.

Nom dire: Venga il tuo regno,

se lo confondi
con un risultato materiale.

Non dire: Sia fatta la tua volontà,

se non l’accetti quando è dolorosa.

Non dire: Il nostro pane quotidiano,

se non ti preoccupi
della gente che ha fame.

Non dire: Perdona i nostri debiti,

se conservi rancore verso tuo fratello.

Non dire: Liberaci dal male,

se non prendi posizione verso il male.

Non dire: Amen,

se non hai capito o non hai preso
sul serio la parola del Padre Nostro

postato da: 2falco alle ore maggio 15, 2008 12:55 | Permalink | commenti
categoria:amore, riflessioni, amicizia, fede, attualità, preghiera