I giullari di Dio Grottaglie
Parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo

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giovedì, 14 febbraio 2008

annuncioateBeato Charles de Focauld..

Caro lettore venerdì 08/02/08 si è svolto il primo incontro di preghiera vicariale.

Presenti alla catechesi giovanile erano ben 4 parrocchie rappresentate da numerosi giovani; vi erano: il gruppo giovani della Madonna delle grazie, quello della chiesa Madre e del Rosario, e giovani e giovanissimi del Carmine. L'incontro è stato animato e guidato dai giovani della chiesa accogliente (la Madonna delle grazie) e presieduta da un padre cappuccino. La catechesi è tratta dall'Agorà dei giovani e ora cercherò di riportartela quì brevemente.. buon incontro!

Nell'incontro di oggi saremo guidati dal testo evangelico e dagli scritti del Beato per chiedere al Padre la grazie di essere configurati a Cristo per essere una cosa sola con Lui, rendendo le nostre parole, le nostre azioni, i nostri pensieri non più nostri ma suoi.

Nei primi anni del 900, a un rinomato esploratore francese, amante della letteratura, capitò di vivere una delle più affascinanti avventure cristiane: Charles De Foucauld; un monaco che da solo costruiva tabernacoli nel deserto algerino per trasportare Gesù in mezzo a coloro che non lo conoscevano nè lo cercavano, morto ammazzato da quelli stessi Tuareg tra i quali aveva scelto di vivere, nel silenzio e nella preghiera, senza aver guadagnato nessun cristiano. Testimone luminoso del vangelo in un'epoca come la nostra in cui si diffonde nella chiesa la consapevolezza e la necessità di una testimonianza evangelica che si afferma nell'umiltà.

Charles De Foucauld è stato certamente un cristiano che ha saputo intraprendere e proclamare il vangelo, usando l'eloquenza del silenzio, la forza della debolezza, la sapienza nella stoltezza della croce. Egli è un convertito che testimonia l'irruzione di Dio nella propria vita e il bisogno prorompente di annunciarlo agli altri. Innamorato di Gesù, vuole seguirlo, imitarlo e annunciarlo fino agli estremi confini del mondo e fino alla fine dei secoli.

Dopo questo piccolo squarcio sull'immagine del beato ci siamo fermati sul passo del vangelo di Giovanni 15,1-11: meglio conosciuto come il passo della vite e i tralci. Preferisco riportarti invece un brano tratto dalla lettera di Fratel Carlo a Maria de Bondy, Tamanrasset, 20maggio 1915.

"Comprendo bene quanto sia per voi duro non poter essere utile in qualche modo attivo in questi giorni come vorreste: ma il buon Dio è migliore giudice di noi; noi siamo portati a mettere al primo posto le opere, i cui effetti sono visibili e tangibili; Dio dà il primo posto all'amore e poi al sacrificio ispirato dall'amore e all'obbedienza derivante dall'amore. Bisogna amare ed obbedire per amore, offrendosi come vittime insieme a Gesù come a Lui piacerà: sta a Lui far conoscere se vuole per noi la vita di s. Paolo o quella di s. Maddalena.

...Si è veramente utili al prossimo, che Dio ma più di quanto noi possiamo amarlo, solo obbedendo fedelmente alla volontà del divino Ordinatore, vedendo bene il posto in cui Egli ci vuole, le opere che vuole da noi e facendole nel miglior modo in cui possiamo,... contando non solo sulla misericordia del Signore e sulla pietà, ma anche sul suo amore per la nostra povera anima. Egli sa con quale fango siamo formati, Egli ci ama, è il buon pastore, sempre in cerca della sua pecora. Ho bisogno di mettermi spesso dinanzi a questa verità, per consolarmi d'esser così nullo in quanto ad attività esterna e così meschino in quanto a vita interiore...."

Nel  D.V del Conciglio Vaticano II si afferma che "Piacque a Dio rivelarsi tramite suo figlio perchè voleva rivelarsi con l'uomo. "Dio quindi sente il bisogno, il desiderio di avere un rapporto profondo con l'uomo. Questo rapporto, nel passo del vangelo, è rappresentato dalla vite e i tralci che devono rimanere uniti per dare frutti. Il rapporto non deve essere interrotto, il peccato lo interrompe, ma Dio lo ristabilisce con il sacramento della riconcigliazione poichè, a base del rapporto, vi è amore (dare/ricevere, Dio da amore e riceve frutti). Questo rapporto con Dio viene fortificato dal dialogo (=parlare ed ascoltare); però spesso parliamo troppo e ascoltiamo troppo poco. S. Girolamo diceva: "ingnoranza delle scritture, ignoranza di Cristo. "Bisogna conoscere Gesù, un Gesù quotidiano, onnipresente, reale non astratto, ascoltandolo perchè solo "chi rimane in me porta frutto. La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. "Questa gioia non è sofferenza ma è superare i problemi e deriva dall'ascolto di Dio, nel costruire giorno per giorno un rapporto con Lui.

  • Charles De Foucauld poggia la sua vita su 3elementi:
  • La Parola(in cui fa rivivere Gesù Cristo)
  • L'Eucarestia (presenza di Dio): adorare Cristo, cercarlo e lui si fa trovare; ecco il dialogo.
  • I Poveri, l'altro: servire i più poveri tra i poveri.

De Foucauld decide quindi di "Seguire dove Gesù è non dove è stato. "Ciò dovremo imparare da lui. Dovremo donare il nostro tempo poco la volta a Gesù poichè egli dona tutto e non toglie niente. Perciò caro lettore, e compagno di viaggio, lasciamoci sconvolgere e travolgere da Gesù senza timore...

Un abbraccio a te lettore e grazie a tutti i partecipanti dell incontro, in particolare al gruppo animazione della parrocchia Madonna delle Grazie... la prossima catechesi sarà domani e verrà animata dai giovani del Rosario... provvederò poi a pubblicarla in un altro post appena possibile...

                                                              Annamaria