Ciao caro amico. Come ti ho promeso ti riporto la catechesi di venerdì 19 ottobre 2007 x far sì che il nostro cammino parrocchiale diventi un cammino anche per te. Spero di esaudire la tua sete di conoscenza; se hai domande o riflessioni ti preghiamo di lasciarci un commento.
San Francesco d'Assisi è un santo molto lontano da noi, fissuto nel 1202, ma allo stesso tempo possiamo dire che è ancora molto attuale ed è uno dei pochi santi riconosciuti da tutte le religioni esistenti al mondo. Francesco è un giovane di famiglia benestante, viziato, che come tutti i giovani aveva un grande sogno da realizzare: "diventare qualcuno". Poteva farlo solo divenendo cavagliere, ma essendo debole fisicamente, viene sconfitto e inprigionato x due volte(lotta tra Assisi e Perugia). Per combattere nelle crociate si dirige in Puglia ma si perde a Spoleto dove si sente dire: "CHI VUOI SERVIRE IL SERVO O IL PADRONE?"; da ciò nasce la sua ricerca spirituale, torna ad Assisi e inizia ad interrogarsi:" COSA VUOI SIGNORE CHE IO FACCIA?". La risposta a questo suo dilemma interiore li viene data dal Crocifisso di San Damiano, quando mentre prega, gli dice: "Và e ripara la mia casa perchè va in rovina!"
Francesco come tutti gli uomini fraintende il volere di Dio e ripara la chiesa di san Damiano. La vera richiesta del Signore era quella di riparare la Chiesa intera; gli uomini si erano dimenticati del vangelo di Dio. Questa richiesta possiamo vederla ancora molto attuale perhè oggi non è facile scegliere Gesù Cristo e ammettere di averlo scelto. Anche se, quando qualcuno fa la scelta contraria dalla massa provoca inequivocabilmente un dubbio: "C'è qualcosa di vero?"
San Francesco non ha fatto chissà cosa nella sua vita, ma l unica cosa che ha fatto è stato vivere il vangelo (il che non è poco); questo la reso santo. Il resto della sua vita la conoscono tutti. Vorrei soffermarmi a chiarire due punti.
- Francesco: IL GIULLARE DI DIO
E' prorprio da lui che noi giullari prendiamo il nostro nome, dal giullare per eccellenza, San Francesco. Perchè giullare? San Francesco è un uomo che vive il vangelo nella gioia, divertendosi a guardare le piccole cose della vita, vive la meraviglia dello stupore. Ha in sè la gioia di vivere Dio; ed è proprio questa gioia che noi cerchiamo di prendere da lui.
-l'amore per Chiara
Santa Chiara è una figura portante nella storia del nostro Francesco. L'amore che i due provavano l'uno per l'altra si è trasformato, con l'amore di Dio, in un immenso amore per il prossimo, per il mondo. Santa Chiara capisce che la scelta di Francesco è la migliore così decide di fondare l'ordine femminile dei Francescani. Proprio da Chiara Francesco imparerà ad amare i lebbrosi e tutta la famiglia di Chiara, morto il padre, entrerà nel convento perchè comprenderanno che davvero la scelta di S.Chiara era una scelta profonda.
Adesso voglio raccontarti il significato di questa stupenda croce davanti alla quale S.Francesco scriverà il Cantico delle creatura e S.Chiara le regole delle clarisse.
Il crocifisso è del XXII sec,di autore umbro e presenta influenze siriane poichè in umbria, in quel periodo, vi era una colonia siriana, è alto 2,10m e largo 1,33m circa.
La cornice del crocifisso è caratterizzata da conchiglie che rappresentano il cammino, la bellezza e l'eternità. Alla base però non vi sono conchiglie ma troviamo due personaggi che potrebbero essere S.Ruffino (protettore di Assisi) e S.Damiano o s.Cosimo e Damiano. Questi sono in una posizione in cui non possono vedere Gesù e sono gli unici rappresentati a mezzo busto. Potrebbero rappresentare due uomini pellegrini sulla terra che devono ancora arrivare a Dio.
Il volto di Cristo non è sofferente, come solitamente viene rappresentato, ma sereno e rilassato. Nonostante la condizione è pieno di gioia. Ha uno sguardo particolare poichè un occhio è rivolto all'osservatore e l'altro all'umanità. L'aureola, che sostituisce la corona di spine, simboleggia il Cristo Glorioso e si rifà al vangelo di Giovanni. Il costato poi è sanguinante; questo potrebbe sembrare contraddittorio invece si rifà alla nascita della chiesa, poichè dal sangue versato da Cristo naquero i sacramenti, la Chiesa, la salvezza. Perciò questo è l'unico segno della passione nel crocifisso.
Il Medaglione rappresenta il paradiso. Al centro vi troviamo Gesù, vestito d'oro, che ascende nella stirpe celeste. Indossa una stola rossa simbolo della sua potenza. Il volto è lo stesso, sorridente, e lo sguardo è rivolto alla mano benedicente del padre.
Vicino la gamba sinistra di Gesù vi è un gallo, che rimanda al sorgere del giorno, rappresenta la vita e non la morte come quello del rinnegamento.
Vi sono tra i personaggi rappresentati due più piccoli rispetto gli altri: Longino, che infilò la lancia nel costato di Gesù e divenne santo poichè si converti "Veramente questo era il figlio di Dio" e quello che li diede l'aceto (per tradizione si chiama Stefano). Poi vi sono le donne: Maria Maddalena, Maria di Giacomo e S.Giacomo. La Maddalena nel contesto della croce è attaccata a Gesù, indossa un abito rosso simbolo della passione, con il capo tocca la testa di Maria di Giacomo e ha la mano davanti la bocca come se stesse rivelando un segreto: Cristo è risorto. Dall'altra parte abbiamo la madonna con S.Giovanni. Questo è unito sia a Gesù che a Maria, proprio a simboleggiare la funzione di mediazione: "Donna ecco tuo figlio, Figlio ecco tua madre"
I colori predominanti del crocifisso sono il nero (=morte) e il rosso (=Potenza di Dio) e se si nota con attenzione il rosso batte il nero. Ciò rappresenta la gloria di Dio che sconfigge la morte.
PICCOLA CURIOSITA': San Francesco aveva una predilizione particolare per Maria Maddalena, era molto devoto a questa santa, poichè nel vangelo Maria esce sempre come una persona liberata dal peccato, ed è colei che dopo esser stata liberata segue Gesù. Quindi san Francesco rispecchia un pò se stesso nella figura di questa donna.
Spero di esser stata esaustiva e che la catechesi ti abbia interessato.Ti invito a lasciarci un tuo tema per una catechesi così lo svolgeremo e pubblicheremo...un abbraccio a te e ti faccio una domanda, tanto per richiamare il nostro amato giullare: "Eccomi, Signore, cosa vuoi che io faccia?"
Annamaria
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