Un abbraccio in Dio a te che leggi questo post.
Vogliamo continuare a parlare con te della vita e delle opere di una grande persona quale don Oreste Benzi.
Egli è il fondatore della comunità: "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII" presente ormai in tutto il mondo.
Nella comunità sono presenti 200 case famiglia, famiglie aperte, 6 case di preghiera, 7 case di fraternità, 15 cooperative sociali, 6 centri diurni, 32 comunità terapeutiche e la "Capanna di Betlemme" nella quale si offre un'accoglienza a quei poveri che non hanno il coraggio di chiedere aiuto, andando a cercarli là dove essi sono.
Ci sono poi varie forme di condivisione per minori adolescenti e giovani in condizioni di disagio, persone con handicap, detenuti, zingari, tossicodipendenti, etilisti, persone senza fissa dimora, immigrati, anziani , malati di Aids, madri in difficoltà, donne costrette a prostituirsi.
Questo è ciò che ha fatto e fa tutt'ora don Oreste Benzi grazie, come lui stesso dice, al suo incontro con Cristo.
Ti riportiamo un suo intervento che secondo noi è molto importante riguardo uno dei mali di cui abbiamo parlato nei precedenti post: l'aborto.
"Sull'aborto il più grande peccato è tacere. Diceva Martin Luther King: “Non temo la cattiveria dei malvagi, temo piuttosto il silenzio dei giusti”. Se tutti i cattolici si mettessero a urlare, questa ingiustizia smetterebbe! Non sono colpevoli solo i medici e i politici, ma anche tutti quelli che rimangono indifferenti. La gente deve accorgersi di questo male enorme!
Non dobbiamo però giudicare le donne: esse non sanno. I medici però dovrebbero chiedere il consenso informato all'intervento: dovrebbero far sì che la donna sia consapevole di portare in grembo una vita, dovrebbero farle vedere un'ecografia del bambino, perché sia davvero consapevole della scelta che fa.
Erode ha fatto male o no ad uccidere i bambini di Betlemme? E che differenza c'è tra chi li uccide così e chi li uccide in altro modo, per il bambino?
“I.V.G.” vuol dire “Interruzione Volontaria di Gravidanza”: ma si potrebbe chiamare così se fosse il bambino a chiederla! Dicono: “La donna può fare quello che vuole del suo corpo!”: ma noi parliamo del corpo del bambino, non di quello della madre!
Anni fa c'erano i campi di sterminio; oggi gli stermini avvengono negli Ospedali. Quando dico queste cose mi dicono: “Sei un barbaro!”. Ma perché? Perché difendo la vita? E tu che la uccidi cosa sei?"
Questo intervento è stato fatto durante la "Preghiera pubblica per la vita nascente" al policlinico di Modena il 20 gennaio 2003.
Cos'altro dire di don Oreste? La sua vita parla per lui.
Vogliamo però farti leggere una delle sue esperienze. Ci auguriamo che possa esserti d'aiuto nel dire il tuo sì a Dio.
"Un giorno chiesi ad un mio amico di accogliere un ragazzo nella sua famiglia.
Aveva cinque figli. Quando uno ha un buon numero di figli vado "sicuro" a chiedere.
Dove ce ne sono cinque, ci sta anche il sesto.
Egli mi ha risposto facendomi varie domande: "Quanti anni ha, che tipo è, ecc.".
Risposi che i doni di Dio si prendono a scatola chiusa. Ma resisteva. Lo invitai a venire da me assieme ai figli e alla moglie.
La più piccola, di tre anni, persuase tutta la famiglia ad accogliere il ragazzo. Questi era molto problematico. Dopo un po' di tempo domandai al mio amico: "Come va?". "È cambiato tutto - mi ha risposto -. Io e mia moglie ci parliamo.
E poi quest'anno per Natale non mi ha chiesto neppure la pelliccia".
"Hai visto? Hai risparmiato - replicai - e il prossimo anno un altro bambino".
E poi gli domandai: "Perché?". "Cambiano di importanza le cose!", mi rispose. Quando il cuore si riempie di Cristo, si assottigliano gli armadi, i pavimenti sono più modesti, la mensa diventa più sana e frugale, lo spirito si apre all'amore infinito. "
Un abbraccio
I giullari di Dio Grottaglie
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