I giullari di Dio Grottaglie
Parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo

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venerdì, 22 febbraio 2008

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      San Francesco Saverio  

Venerdì 15/02/08

                  Suffer2[1]                                                   

S.Francesco Saverio è un uomo di carattere umile e tenace che, in tutta la sua vita missionaria, percorrerà 100mila km; battezzerà più di 30mila persone. Affronterà pericoli naturali, rischierà più di una volta di essere ucciso da popolazioni ostili, predicherà per la prima volta il Vangelo in luoghi sino ad allora ignoti agli europei. Se S.Francesco Saverio ha piantato la croce di Cristo in terre lontane è perchè era impiantata nel suo cuore di carne. L'amore di Cristo lo ha invaso e plasmato totalmente, "poichè l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perchè quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro."(2cor 5,14-16).

L'ascolto della parola:Matteo 16,24-26

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perchè chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?

La fede è un'acquisizione progressiva, in un faticoso misurarsi con la parola della croce. Ciò che Gesù ci propone è un atto libero di volontà: la massima libertà dell'uomo è fare lo stesso cammino del Signore. Lui è la nube e il fuoco che ci guida verso la libertà. La morte dell'egoismo è la nascita all'amore. La croce di ciascuno è lottare con il male che è in lui; ma in questa lotta non è solo: è in compagnia del suo Signore, che lo ha preceduto e lo accompagna.

"Che giova all'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima?" Ripeteva frequentemente Ignazio di Loyola a Francesco Saverio. Queste parole penetravano profondamente nel suo animo ed egli comprese che la vita è amare fino a dare la vita per colui che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Chi ama  è passato dalla morte alla vita: ha già ora la vita che non muore. Perchè la vita non si può comprare con il denaro, nè barattare con beni. E' dono, e solo in quanto donata resta viva.

Catechesi del Diacono Salvatore Magazzino: le lettere di S.Francesco Saverio a ignazio di Loyola sembrano esaltare la vita: un dono per gli altri che splende solo se dato. La vita ha come centro la croce, l'amore, in particolare, per gli altri. L'amore è capace di rendere liberi..

La fede di S.Francesco S. si basa sull'amore per la Chiesa (4°voto dei gesuiti: obbedienza al papa). La Chiesa è un mistero, è un sacramento, un segno di Gesù. Lo stesso S.Paolo diceva che la Chiesa è un corpo. La chiesa è santa e peccatrice però S.F. ci dice che bisogna andare oltre il peccato, bisogna non guardare i difetti cioè il peccato per arrivare ad amare.Il peccato non è altro che la materia che Dio usa per dirci che ci ama infatti vi è il sacramento della riconcigliazione.

S.Matteo dice: "Se vuoi seguire Gesù rinnega te stesso... "rinnegare se stessi vuol dire mettere al centro qualcun'altro d'amare. Amare... amare davvero vuol dire far cadere gli schemi, accettare l'altro così com'è. Solo così si può seguire realmente Gesù. Perciò dobbiamo ricordarci i 3 punti fondamentali che S.Francesco Saverio ci ha lasciato:

  1. Rinnegare se stessi per amare e seguire Cristo;
  2. Dio parla mediante gli uomini;
  3. Amare la Chiesa: capacità quindi di guardare oltre e non fermarsi dinanzi ai limiti.

Grazie per la pazienza caro amico... un grazie particolare al nostro caro diacono Salvatore Magazzino (amico dei giullari e presto sacerdote) e alla parrocchia della Madonna del Rosario per l'animazione. Un grazie anche alla chiesa ospitante della Madonna delle Grazie. La catechesi di questo venerdì sarà animata da noi giullari... un abbraccio a te, caro lettore..

                                                       Annamaria

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giovedì, 07 febbraio 2008

Catechesi di venerdì 01-02-08 : L'obbedienza

Siamo partiti, anche con questa difficile virtù, da un brano che ora ti riporterò sotto per renderti più facile la catechesi.

Un uomo sempre scontento di sè e degli altri continuava a brontolare con Dio perchè diceva: "Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!"

Dio gli rispose con un sogno.

Vide che la vita degli uomini sulla terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro. Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale.

Dopo un pò si accorse che la sua croce era troppo lunga:per questo faceva fatica ad avanzare. "Sarebbe sufficente accorciarla un pò e tribolerei molto meno" si disse.

Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d'un bel pezzo la sua croce.

Quando ripartì si accorse che poteva camminare più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini. Era un precipizio, una larga ferita nel terreno, oltre la quale incominciava "la terra della felicità". Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del precipizio. Ma non c'erano ponti, ne passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del precipizio e ci pasava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: "ah,se l'avessi saputo...". Ma ormai era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.

Da questo piccolo ma significativo brano adesso prova a trovare il senso dell'obbedienza...

Noi abbiamo tratto che l'obbedienza è faticosa, è quel cammino incessante ed inesorabile con la croce sulle spalle; ma è un portarla arbitrariamente poichè l'uomo è libero di tagliarla. Quindi l'obbedinza è costanza, volontà e fatica per l'interminabile processione che è la vita.

Adesso pensiamo all'effetto che istintivamente, la parola obbedienza, ci provoca, senza pensare al suo real significato...

Noi abbiamo subito pensato a:

  • opprimente;
  • niente;
  • educazione;
  • rispetto;
  • limitazione;
  • imposizione;
  • fatica;
  • obbligo;

secondo te, caro amico, c'è differenza tra l'obbedire a chi e l'obbedire a cosa?sempre sapendo che obbedire a chi vuol dire obbedire alle leggi, a persone ecc..mentre l'obbedire a cosa è obbedire a ciò che non possiamo trasgredire (il tempo, la vita, la morte)

Certo che entrambe possiamo viverle in modo attivo o passivo. Vivere l'obbedienza attivamente vuol dire non piangersi addosso ma affrontare la situazione e viverla al meglio; quindi io non suggisco l ordine, posso arrabbiarmi ma poi vi è

  1. desiderio di dare un senso a tutto;
  2. accettare la situazione;
  3. la volontà di superarla;

Perciò possiamo dire che l'obbedienza in generale è amore. Gesù quando era nell'orto degli ulivi (guardare il vangelo di giovanni) disse a suo padre: "Passi da me questo calice; ma non sia fatta la mia ma la tua volontà".

Sempre in questo passo del vangelo si racconta che quando i soldati andarono per arrestare Gesù caddero (ma non si specifica il motivo); poi si rialzarono e l'arrestarono. Gesù se avesse voluto avrebbe potuto lasciarli lì, a terra, e non si sarebbe fatto appendere al legno della croce.... ma per amore, per obbedienza ai voleri del Padre suo, si sacrifica, i soldati si alzano e la passione continua... ecco cos'è l obbedienza: amore.

Un piccolo avviso prima di salutarti mio paziente e caro amico:

Da domani quì a Grottaglie avranno luogo le catechesi con i giovani della provincia..dove parteciperanno utti i giovani e giovanissimi delle parrocchie.Gli incontri si terranno alla parrocchia della Madonna delle Grazie di Grottaglie. Io cercherò di riportare anche questi incontri sul nostro caro blog così anche tu, caro amico, potrai partecipare....

Scusa il ritardo e grazie per l interesse... la catechesi è un cammino che ci aiuta a crescere, a vivere, spero aiuti anche te. Un abbraccio.

                                             Annamaria

postato da: IgiullariGrott alle ore febbraio 07, 2008 18:30 | Permalink | commenti
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