
Santi Cirillo e Metodio
21/02/08
Breve presentazione dei santi tramite gli scritti di Giovanni Paolo II:
La verità e la forza del mandato missionario dei santi Cirillo e Metodio nascevano dal profondo del mistero della redenzione... esso fu adempimento delle parole di Cristo, il quale ordinò agli apostoli: "Predicate il vangelo a ogni creatura"; "andando ammaestrate tutte le nazioni". Così si lasciarono guidare dall'ideale apostolico di San Paolo: "Tutti voi, infatti, siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù, poichè quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più Giudeo nè Greco; non c'è più schiavo nè libero; non c'è più uomo nè donna, poichè tutti voi siete uno in Cristo Gesù. "A tale scopo desiderarono diventare simili sotto ogni aspetto a coloro ai quali recavano il Vangelo; vollero diventare parte di quei popoli e condividerne in tutto la sorte... la scelta generosa di identificarsi con la stessa loro vita e tradizione, dopo averle purificate ed illuminate con la rivelazione, rende Cirillo e Metodio veri modelli per tutti i missionari.
Vangelo di Luca 10,1-9:
In quel tempo il Signore designò altri 72 discepoli e li inviò a due a due avanti a sè in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è molta, mo gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perchè mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezo a lupi; non portate borsa, nè bisaccia, nè sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: "Pace a questa casa". Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perchè l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano e dite loro: "E' giunto a voi il regno di Dio."
Adesso parlerò alla tua mente e al tuo cuore riportando la catechesi di Don Danilo... che ringraziamo...
Quindi la comunicazione è importante... risveglia i nostri cuori poichè negli uomini nasce dal cuore; e molto di più quella del Vangelo. Dio nella nascita di Gesù ha detto tutto il suo TI AMO pensato da sempre con il cuore, l'ha detto con tutta quella carica d'amore che Egli è.
Cirillo e Metodio, preoccupati di annunciare il Vangelo, attraverso la propria vita, per comunicare la Parola capiscono che non è solo necessario leggere la S.Scrittura ma è necessario che tra Lui e te ci sia un rapporto d'amore, un rapporto intenso.S olo così il Vangelo potrà essere il nostro alfabeto.
La comunicazione non è altro che l'effettiva volontà di comunicare qualcosa sentita che ha senso. Questa non è solo diretta con la parola,ma anche e,soprattutto indiretta. Infatti se io prendo sul serio l'amore di Dio tutto il mio essere esprime il rapporto d'amore.
Però bisogna volere il vero bene per chi ami. Nel tuo farti missionario devi farti portavoce di una comunicazione per il bene di colui a cui parli,di colui che hai davanti .Devi saper Bene-dire.
| Cristo | è la parola diretta del Padre |
| I Santi |
sono testimoni della parola di Dio |
| Il Vangelo |
è un invito per tutti che Dio ci ha dato. |
Tutti rientriamo nei 72 discepoli per un annuncio di speranza.
Facciamoci parola universale dell'amore del Padre.
Grazie dell'interesse, caro amico, un grazie ai giullari che hanno collaborato per l'animazione della caechesi toccata a noi giovani Carmelitani, un grazie anche a Don Pasquale, a Don Danilo, alla parrocchia della Madonna delle grazie....
e vorrei approfittarne per chiedere una preghiera per un nostro amico che non sta tanto bene...Carlo ti siamo tutti vicino!!!!
Un abbraccio a te...
Annamaria

San Francesco Saverio
Venerdì 15/02/08
S.Francesco Saverio è un uomo di carattere umile e tenace che, in tutta la sua vita missionaria, percorrerà 100mila km; battezzerà più di 30mila persone. Affronterà pericoli naturali, rischierà più di una volta di essere ucciso da popolazioni ostili, predicherà per la prima volta il Vangelo in luoghi sino ad allora ignoti agli europei. Se S.Francesco Saverio ha piantato la croce di Cristo in terre lontane è perchè era impiantata nel suo cuore di carne. L'amore di Cristo lo ha invaso e plasmato totalmente, "poichè l'amore del Cristo ci spinge, al pensiero che uno è morto per tutti e quindi tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perchè quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e resuscitato per loro."(2cor 5,14-16).
L'ascolto della parola:Matteo 16,24-26
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perchè chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?
La fede è un'acquisizione progressiva, in un faticoso misurarsi con la parola della croce. Ciò che Gesù ci propone è un atto libero di volontà: la massima libertà dell'uomo è fare lo stesso cammino del Signore. Lui è la nube e il fuoco che ci guida verso la libertà. La morte dell'egoismo è la nascita all'amore. La croce di ciascuno è lottare con il male che è in lui; ma in questa lotta non è solo: è in compagnia del suo Signore, che lo ha preceduto e lo accompagna.
"Che giova all'uomo se guadagnerà il mondo intero e poi perderà la propria anima?" Ripeteva frequentemente Ignazio di Loyola a Francesco Saverio. Queste parole penetravano profondamente nel suo animo ed egli comprese che la vita è amare fino a dare la vita per colui che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Chi ama è passato dalla morte alla vita: ha già ora la vita che non muore. Perchè la vita non si può comprare con il denaro, nè barattare con beni. E' dono, e solo in quanto donata resta viva.
Catechesi del Diacono Salvatore Magazzino: le lettere di S.Francesco Saverio a ignazio di Loyola sembrano esaltare la vita: un dono per gli altri che splende solo se dato. La vita ha come centro la croce, l'amore, in particolare, per gli altri. L'amore è capace di rendere liberi..
La fede di S.Francesco S. si basa sull'amore per la Chiesa (4°voto dei gesuiti: obbedienza al papa). La Chiesa è un mistero, è un sacramento, un segno di Gesù. Lo stesso S.Paolo diceva che la Chiesa è un corpo. La chiesa è santa e peccatrice però S.F. ci dice che bisogna andare oltre il peccato, bisogna non guardare i difetti cioè il peccato per arrivare ad amare.Il peccato non è altro che la materia che Dio usa per dirci che ci ama infatti vi è il sacramento della riconcigliazione.
S.Matteo dice: "Se vuoi seguire Gesù rinnega te stesso... "rinnegare se stessi vuol dire mettere al centro qualcun'altro d'amare. Amare... amare davvero vuol dire far cadere gli schemi, accettare l'altro così com'è. Solo così si può seguire realmente Gesù. Perciò dobbiamo ricordarci i 3 punti fondamentali che S.Francesco Saverio ci ha lasciato:
Grazie per la pazienza caro amico... un grazie particolare al nostro caro diacono Salvatore Magazzino (amico dei giullari e presto sacerdote) e alla parrocchia della Madonna del Rosario per l'animazione. Un grazie anche alla chiesa ospitante della Madonna delle Grazie. La catechesi di questo venerdì sarà animata da noi giullari... un abbraccio a te, caro lettore..
Annamaria
Beato Charles de Focauld..
Caro lettore venerdì 08/02/08 si è svolto il primo incontro di preghiera vicariale.
Presenti alla catechesi giovanile erano ben 4 parrocchie rappresentate da numerosi giovani; vi erano: il gruppo giovani della Madonna delle grazie, quello della chiesa Madre e del Rosario, e giovani e giovanissimi del Carmine. L'incontro è stato animato e guidato dai giovani della chiesa accogliente (la Madonna delle grazie) e presieduta da un padre cappuccino. La catechesi è tratta dall'Agorà dei giovani e ora cercherò di riportartela quì brevemente.. buon incontro!
Nell'incontro di oggi saremo guidati dal testo evangelico e dagli scritti del Beato per chiedere al Padre la grazie di essere configurati a Cristo per essere una cosa sola con Lui, rendendo le nostre parole, le nostre azioni, i nostri pensieri non più nostri ma suoi.
Nei primi anni del 900, a un rinomato esploratore francese, amante della letteratura, capitò di vivere una delle più affascinanti avventure cristiane: Charles De Foucauld; un monaco che da solo costruiva tabernacoli nel deserto algerino per trasportare Gesù in mezzo a coloro che non lo conoscevano nè lo cercavano, morto ammazzato da quelli stessi Tuareg tra i quali aveva scelto di vivere, nel silenzio e nella preghiera, senza aver guadagnato nessun cristiano. Testimone luminoso del vangelo in un'epoca come la nostra in cui si diffonde nella chiesa la consapevolezza e la necessità di una testimonianza evangelica che si afferma nell'umiltà.
Charles De Foucauld è stato certamente un cristiano che ha saputo intraprendere e proclamare il vangelo, usando l'eloquenza del silenzio, la forza della debolezza, la sapienza nella stoltezza della croce. Egli è un convertito che testimonia l'irruzione di Dio nella propria vita e il bisogno prorompente di annunciarlo agli altri. Innamorato di Gesù, vuole seguirlo, imitarlo e annunciarlo fino agli estremi confini del mondo e fino alla fine dei secoli.
Dopo questo piccolo squarcio sull'immagine del beato ci siamo fermati sul passo del vangelo di Giovanni 15,1-11: meglio conosciuto come il passo della vite e i tralci. Preferisco riportarti invece un brano tratto dalla lettera di Fratel Carlo a Maria de Bondy, Tamanrasset, 20maggio 1915.
"Comprendo bene quanto sia per voi duro non poter essere utile in qualche modo attivo in questi giorni come vorreste: ma il buon Dio è migliore giudice di noi; noi siamo portati a mettere al primo posto le opere, i cui effetti sono visibili e tangibili; Dio dà il primo posto all'amore e poi al sacrificio ispirato dall'amore e all'obbedienza derivante dall'amore. Bisogna amare ed obbedire per amore, offrendosi come vittime insieme a Gesù come a Lui piacerà: sta a Lui far conoscere se vuole per noi la vita di s. Paolo o quella di s. Maddalena.
...Si è veramente utili al prossimo, che Dio ma più di quanto noi possiamo amarlo, solo obbedendo fedelmente alla volontà del divino Ordinatore, vedendo bene il posto in cui Egli ci vuole, le opere che vuole da noi e facendole nel miglior modo in cui possiamo,... contando non solo sulla misericordia del Signore e sulla pietà, ma anche sul suo amore per la nostra povera anima. Egli sa con quale fango siamo formati, Egli ci ama, è il buon pastore, sempre in cerca della sua pecora. Ho bisogno di mettermi spesso dinanzi a questa verità, per consolarmi d'esser così nullo in quanto ad attività esterna e così meschino in quanto a vita interiore...."
Nel D.V del Conciglio Vaticano II si afferma che "Piacque a Dio rivelarsi tramite suo figlio perchè voleva rivelarsi con l'uomo. "Dio quindi sente il bisogno, il desiderio di avere un rapporto profondo con l'uomo. Questo rapporto, nel passo del vangelo, è rappresentato dalla vite e i tralci che devono rimanere uniti per dare frutti. Il rapporto non deve essere interrotto, il peccato lo interrompe, ma Dio lo ristabilisce con il sacramento della riconcigliazione poichè, a base del rapporto, vi è amore (dare/ricevere, Dio da amore e riceve frutti). Questo rapporto con Dio viene fortificato dal dialogo (=parlare ed ascoltare); però spesso parliamo troppo e ascoltiamo troppo poco. S. Girolamo diceva: "ingnoranza delle scritture, ignoranza di Cristo. "Bisogna conoscere Gesù, un Gesù quotidiano, onnipresente, reale non astratto, ascoltandolo perchè solo "chi rimane in me porta frutto. La mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. "Questa gioia non è sofferenza ma è superare i problemi e deriva dall'ascolto di Dio, nel costruire giorno per giorno un rapporto con Lui.
De Foucauld decide quindi di "Seguire dove Gesù è non dove è stato. "Ciò dovremo imparare da lui. Dovremo donare il nostro tempo poco la volta a Gesù poichè egli dona tutto e non toglie niente. Perciò caro lettore, e compagno di viaggio, lasciamoci sconvolgere e travolgere da Gesù senza timore...
Un abbraccio a te lettore e grazie a tutti i partecipanti dell incontro, in particolare al gruppo animazione della parrocchia Madonna delle Grazie... la prossima catechesi sarà domani e verrà animata dai giovani del Rosario... provvederò poi a pubblicarla in un altro post appena possibile...
Annamaria
Catechesi di venerdì 01-02-08 : L'obbedienza
Siamo partiti, anche con questa difficile virtù, da un brano che ora ti riporterò sotto per renderti più facile la catechesi.
Un uomo sempre scontento di sè e degli altri continuava a brontolare con Dio perchè diceva: "Ma chi l'ha detto che ognuno deve portare la sua croce? Possibile che non esista un mezzo per evitarla? Sono veramente stufo dei miei pesi quotidiani!"
Dio gli rispose con un sogno.
Vide che la vita degli uomini sulla terra era una sterminata processione. Ognuno camminava con la sua croce sulle spalle. Lentamente, ma inesorabilmente, un passo dopo l'altro. Anche lui era nell'interminabile corteo e avanzava a fatica con la sua croce personale.
Dopo un pò si accorse che la sua croce era troppo lunga:per questo faceva fatica ad avanzare. "Sarebbe sufficente accorciarla un pò e tribolerei molto meno" si disse.
Si sedette su un paracarro e, con un taglio deciso, accorciò d'un bel pezzo la sua croce.
Quando ripartì si accorse che poteva camminare più spedito e leggero. E senza tanta fatica giunse a quella che sembrava la meta della processione degli uomini. Era un precipizio, una larga ferita nel terreno, oltre la quale incominciava "la terra della felicità". Era una visione incantevole quella che si vedeva dall'altra parte del precipizio. Ma non c'erano ponti, ne passerelle per attraversare. Eppure gli uomini passavano con facilità. Ognuno si toglieva la croce dalle spalle, l'appoggiava sui bordi del precipizio e ci pasava sopra. Le croci sembravano fatte su misura: congiungevano esattamente i due margini del precipizio. Passavano tutti ma non lui. Aveva accorciato la sua croce e ora essa era troppo corta e non arrivava dall'altra parte del baratro. Si mise a piangere e a disperarsi: "ah,se l'avessi saputo...". Ma ormai era troppo tardi e lamentarsi non serviva a niente.
Da questo piccolo ma significativo brano adesso prova a trovare il senso dell'obbedienza...
Noi abbiamo tratto che l'obbedienza è faticosa, è quel cammino incessante ed inesorabile con la croce sulle spalle; ma è un portarla arbitrariamente poichè l'uomo è libero di tagliarla. Quindi l'obbedinza è costanza, volontà e fatica per l'interminabile processione che è la vita.
Adesso pensiamo all'effetto che istintivamente, la parola obbedienza, ci provoca, senza pensare al suo real significato...
Noi abbiamo subito pensato a:
secondo te, caro amico, c'è differenza tra l'obbedire a chi e l'obbedire a cosa?sempre sapendo che obbedire a chi vuol dire obbedire alle leggi, a persone ecc..mentre l'obbedire a cosa è obbedire a ciò che non possiamo trasgredire (il tempo, la vita, la morte)
Certo che entrambe possiamo viverle in modo attivo o passivo. Vivere l'obbedienza attivamente vuol dire non piangersi addosso ma affrontare la situazione e viverla al meglio; quindi io non suggisco l ordine, posso arrabbiarmi ma poi vi è
Perciò possiamo dire che l'obbedienza in generale è amore. Gesù quando era nell'orto degli ulivi (guardare il vangelo di giovanni) disse a suo padre: "Passi da me questo calice; ma non sia fatta la mia ma la tua volontà".
Sempre in questo passo del vangelo si racconta che quando i soldati andarono per arrestare Gesù caddero (ma non si specifica il motivo); poi si rialzarono e l'arrestarono. Gesù se avesse voluto avrebbe potuto lasciarli lì, a terra, e non si sarebbe fatto appendere al legno della croce.... ma per amore, per obbedienza ai voleri del Padre suo, si sacrifica, i soldati si alzano e la passione continua... ecco cos'è l obbedienza: amore.
Un piccolo avviso prima di salutarti mio paziente e caro amico:
Da domani quì a Grottaglie avranno luogo le catechesi con i giovani della provincia..dove parteciperanno utti i giovani e giovanissimi delle parrocchie.Gli incontri si terranno alla parrocchia della Madonna delle Grazie di Grottaglie. Io cercherò di riportare anche questi incontri sul nostro caro blog così anche tu, caro amico, potrai partecipare....
Scusa il ritardo e grazie per l interesse... la catechesi è un cammino che ci aiuta a crescere, a vivere, spero aiuti anche te. Un abbraccio.
Annamaria