I giullari di Dio Grottaglie
Parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo

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domenica, 15 luglio 2007

Un abbraccio in Dio a te che leggi questo post.

Siamo arrivati al giorno dopo il musical "Cercasi... buon samaritano".

Anche ieri sera come domenica scorsa, giorno del concerto, la piazza era gremita di gente.

Non sappiamo se a guardare la rappresentazione c'eri anche tu, caro amico, ma a detta di coloro che hanno assistito allo spettacolo il messaggio trasmesso era veramente forte.

Quale messaggio? Il messaggio che abbiamo provato a trasmettere a tutta la gente accorsa a guardarci.

Come già scritto nel precedente post, il musical ha messo in evidenza tutti i problemi della società odierna: dalla droga all'immigrazione, dall'alcolismo a coloro che sono diversamente abili, dalla prostituzione a coloro che la società etichetta come uomini affetti da malattia mentale, alla solitudine della terza età.

Tutti questi problemi vengono talvolta messi in secondo piano e sovente sono affrontati con indifferenza e distacco.

Eppure basterebbe anche solo una parola di conforto, un tendere la mano verso coloro che si trovano in quelle situazioni.

Invece no, l'indifferenza prende il sopravvento.

Ci siamo mai fermati per un'attimo a riflettere su tutto questo? Probabilmente no. La vita è talmente frenetica che non si ha nemmeno il tempo per respirare e ci lasciamo prendere da tutte le cose materiali.

Proviamo a chiederci: se ci trovassimo in una di quelle situazioni e non avessimo l'aiuto di nessuno, come reagiremmo?

Non dimentichiamo che nella nostra vita il Dio di misericordia non ci abbandona mai. 

Perchè non proviamo a dedicare una parte del nostro tempo a coloro che ne hanno bisogno?

Un abbraccio

                  I Giullari di Dio Grottaglie

postato da: IgiullariGrott alle ore luglio 15, 2007 15:50 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, vita, diario, blog, fede, volontariato, solitudine, attualità, preghiera, indifferenza, prostitute, fatti recenti, terza età
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sabato, 02 giugno 2007

Don Oreste BenziUn abbraccio in Dio a te che leggi questo post.

Vogliamo continuare a parlare con te della vita e delle opere di una grande persona quale don Oreste Benzi.

Egli è il fondatore della comunità: "Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII" presente ormai in tutto il mondo.

Nella comunità sono presenti 200 case famiglia, famiglie aperte, 6 case di preghiera, 7 case di fraternità, 15 cooperative sociali, 6 centri diurni, 32 comunità terapeutiche e la "Capanna di Betlemme" nella quale si offre un'accoglienza a quei poveri che non hanno il coraggio di chiedere aiuto, andando a cercarli là dove essi sono.

Ci sono poi varie forme di condivisione per minori adolescenti e giovani in condizioni di disagio, persone con handicap, detenuti, zingari, tossicodipendenti, etilisti, persone senza fissa dimora, immigrati, anziani , malati di Aids, madri in difficoltà, donne costrette a prostituirsi.

Questo è ciò che ha fatto e fa tutt'ora don Oreste Benzi grazie, come lui stesso dice, al suo incontro con Cristo.

Ti riportiamo un suo intervento che secondo noi è molto importante riguardo uno dei mali di cui abbiamo parlato nei precedenti post: l'aborto.

"Sull'aborto il più grande peccato è tacere. Diceva Martin Luther King: “Non temo la cattiveria dei malvagi, temo piuttosto il silenzio dei giusti”. Se tutti i cattolici si mettessero a urlare, questa ingiustizia smetterebbe! Non sono colpevoli solo i medici e i politici, ma anche tutti quelli che rimangono indifferenti. La gente deve accorgersi di questo male enorme!

Non dobbiamo però giudicare le donne: esse non sanno. I medici però dovrebbero chiedere il consenso informato all'intervento: dovrebbero far sì che la donna sia consapevole di portare in grembo una vita, dovrebbero farle vedere un'ecografia del bambino, perché sia davvero consapevole della scelta che fa.

Erode ha fatto male o no ad uccidere i bambini di Betlemme? E che differenza c'è tra chi li uccide così e chi li uccide in altro modo, per il bambino?

“I.V.G.” vuol dire “Interruzione Volontaria di Gravidanza”: ma si potrebbe chiamare così se fosse il bambino a chiederla! Dicono: “La donna può fare quello che vuole del suo corpo!”: ma noi parliamo del corpo del bambino, non di quello della madre!

Anni fa c'erano i campi di sterminio; oggi gli stermini avvengono negli Ospedali. Quando dico queste cose mi dicono: “Sei un barbaro!”.  Ma perché? Perché difendo la vita? E tu che la uccidi cosa sei?"

Questo intervento è stato fatto durante la "Preghiera pubblica per la vita nascente" al policlinico di Modena il 20 gennaio 2003.

Cos'altro dire di don Oreste? La sua vita parla per lui.

Vogliamo però farti leggere una delle sue esperienze. Ci auguriamo che possa esserti d'aiuto nel dire il tuo sì a Dio.

"Un giorno chiesi ad un mio amico di accogliere un ragazzo nella sua famiglia.
Aveva cinque figli. Quando uno ha un buon numero di figli vado "sicuro" a chiedere.
Dove ce ne sono cinque, ci sta anche il sesto.
Egli mi ha risposto facendomi varie domande: "Quanti anni ha, che tipo è, ecc.".
Risposi che i doni di Dio si prendono a scatola chiusa. Ma resisteva. Lo invitai a venire da me assieme ai figli e alla moglie.
La più piccola, di tre anni, persuase tutta la famiglia ad accogliere il ragazzo. Questi era molto problematico. Dopo un po' di tempo domandai al mio amico: "Come va?". "È cambiato tutto - mi ha risposto -. Io e mia moglie ci parliamo.
E poi quest'anno per Natale non mi ha chiesto neppure la pelliccia".
"Hai visto? Hai risparmiato - replicai - e il prossimo anno un altro bambino".
E poi gli domandai: "Perché?". "Cambiano di importanza le cose!", mi rispose. Quando il cuore si riempie di Cristo, si assottigliano gli armadi, i pavimenti sono più modesti, la mensa diventa più sana e frugale, lo spirito si apre all'amore infinito.
"

Un abbraccio

                           I giullari di Dio Grottaglie

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venerdì, 01 giugno 2007

Don Oreste BenziUn abbraccio in Dio a te che leggi questo post.

Ieri sera alcuni di noi hanno assistito ad un convegno presieduto da don Oreste Benzi. E' stata una serata fantastica, un'esperienza che valeva la pena di vivere, don Oreste è una persona che vale la pena di essere ascoltata.

Una persona come poche altre, che sa trasmettere tutto il suo carisma e tutta la sua vitalità.

E' una persona molto semplice, molto affabile, ma è una grande persona. Dalle sue parole si capiva il suo "segreto": ha incontrato Dio e come Maria gli ha detto sì!

Un sì che gli ha cambiato la vita.

Gli è stato chiesto quando avesse cominciato il suo apostolato verso gli ultimi e la sua risposta è stata: "Non lo so, mi ritrovo ora qua senza sapere quando ho cominciato. Ero viceparroco lì nell'emilia quando ho cominciato ad accorgermi che gli ultimi avevano bisogno di aiuto. Una cosa dietro l'altra ed eccomi qua senza sapere da dove son partito. E' bastato dire un sì al Signore. Se non avessi incontrato Dio non avrei potuto fare quello che ho fatto."

Non tutti forse sanno che don Oreste si espone in prima persona verso gli ultimi, passa per le strade della sua terra, raccoglie i tossici della piazza, incontra personalmente le prostitute mentre "lavorano" per strada, entra serenamente nelle discoteche domandando al discjockey 3 minuti di intervallo per predicare il Vangelo,

La sua vita è un'esempio per tutti noi cristiani. Forse neanche noi cristiani riusciamo a dire un sì definitivo a Dio che ci chiama. Lui l'ha fatto senza aver paura.

Possiamo provarci anche noi?

Un abbraccio

                               I giullari di Dio Grottaglie

postato da: 2falco alle ore giugno 01, 2007 17:36 | Permalink | commenti
categoria:amore, riflessioni, vita, diario, blog, amicizia, fede, volontariato, attualità, preghiera, indifferenza, prostitute, don oreste benzi