I giullari di Dio Grottaglie
Parrocchia Maria SS. del Monte Carmelo

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lunedì, 06 aprile 2009

paneGiovedì santo ricordiamo l’istituzione dell’Eucaristia durante l’ultima cena: momento in cui Gesù anticipa la sua offerta sulla croce, “spezzandosi” e donandosi per i suoi discepoli e per tutti noi.
Il Signore ha scelto un piccolo pezzo di pane per continuare a restare con noi «tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Lc 28,20): un segno così trascurabile, e che di fatto – purtroppo - spesso trascuriamo.
Non sarebbe stato meglio un segno più grande e prodigioso... un segno “da Dio”?
Questo brano di fratel Carlo Carretto (religioso dei Piccoli Fratelli di Gesù, morto nel 1988) ci aiuta ad entrare in questa “pazzia” di Dio.

Sembrerebbe una fiaba e invece è la verità. Dio si è fatto pane nel Cristo. Dio viene a me nascosto in un pezzo di pane!
Ebbene, l'Eucaristia è la povertà di Dio, è il nascondimento ravvicinato di Dio; è il venire di Dio nell'intimo della nostra dimora nella fede pura. A pensarci bene, c'è da restare inebetiti di sorpresa. O Cristo è un pazzo che farnetica e dice cose che non hanno nessun significato, o è davvero l'Amore onnipotente e misericordioso che ha trovato la strada più diretta per giungere nella nostra intimità senza impressionare o spaventarci, così' semplicemente, il più semplicemente che dir si possa.
Dio s'è fatto presente in Adamo come creazione, è diventato voce in Mosè, coscienza in Abramo, esperienza in Elia, intimità in Giacobbe. Come se non bastasse, è diventato Presenza "visibile e toccabile" in Gesù, Padre nella sua rivelazione più profonda, Spirito Santo nella pienezza del dono di sé. Potrebbe bastare!
All'uomo in cerca del suo Dio non mancano ora gli appuntamenti e i luoghi di incontro; basta volerlo trovare.
Ebbene, l'inventività di Dio, la creatività di Dio ha trovato ancora un modo per concretizzare, attualizzare la sua Presenza tra di noi, vicino a noi, davanti a noi, a due passi, dentro di noi. Si è trasformato in un pezzo di pane.
Io credo che questo pane di vita è Cristo vicino a me, è Cristo diventato pane per me, è Cristo divenuto Presenza a me.
Lo so che questo atto di fede è oscuro come la notte, ma vi posso assicurare che nulla è più chiaro di questa notte.
Ho puntato per giorni e giorni gli occhi su questo pane, ho vissuto per settimane in grotte nel deserto con quest'unica Presenza e sempre, sempre, Lui mi ha detto nella fede: «Sono qui, non temere. Sono qui e ti amo. Non aver paura dell'oscurità, sii bambino davanti alle mie parole. Io ho voluto diventare pane per farmi mangiare dagli uomini, perché mangiando me, mangino la vita eterna. Del resto, perché trovi strano ch'io abbia voluto diventare pane per amore? Non hai mai fatto esperienza d'amore? Quando hai amato, veramente amato, non hai desiderato di diventare pane per chi ami?
Tu puoi contestare l'Eucaristia finché vuoi, ma il giorno che sarai veramente preso dall'amore, forse capirai che Gesù non è uno stupido e nemmeno un pazzo.
No, non è cosa strana l'Eucaristia: è la cosa più logica del mondo, è la storia del più grande amore che sia stato vissuto su questa terra da un uomo chiamato Gesù.
Quando fissi questo pane, quando prendi in mano questo pane, fissi e prendi la passione e morte di Cristo per l'umanità. Questo pane è il memoriale della sua morte per noi. Questo pane è la proclamazione della sua risurrezione, per cui anche noi possiamo risorgere un giorno. Questo pane è il riassunto vivente di tutto l'amore di Dio per l'uomo. Tu puoi tenere nella tua mano Dio, come un pezzo di pane: è la presenza più ravvicinata e personalizzata che si possa immaginare.
Ognuno lo può vedere, lo può toccare, lo può prendere, lo può mangiare, lo può contemplare, lo può localizzare e infine, se vuole, può passare con lui tutto il tempo cui il suo amore lo spinge. Se fosse davanti a noi in altro modo più appariscente, più gustoso, più trionfale, o se vi stesse come un padrone o un capo ufficio, ne saremmo schiacciati, o per lo meno spaventati.
E invece è lì, nascosto in un pezzo di pane.
E ti guarda! E non ti dice nulla, proprio nulla!
Così hai il modo di vedere qual è il vero grado del tuo amore: o, meglio, perché non fa il capo ufficio e l'ispettore, ti lascia tutto il tempo a disposizione perché tu maturi nel vero amore per Lui, onde tu impari, ad amarlo gratuitamente; ad amarlo perché è l'amore, non perché è potenza; ad amarlo perché è luce, non perché ti fa piacere;
ad amarlo perché è la vita, non perché è la sicurezza o paradiso di benessere.

                              Suor Nella Letizia

postato da: 2falco alle ore aprile 06, 2009 15:31 | Permalink | commenti
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sabato, 04 aprile 2009

Ciao a tutti. Anche quest'anno, come lo scorso anno, le suore clarisse del monastero di Grottaglie ci rivolgono gli auguri per la santa Pasqua.

Un sincero grazie di cuore a tutte le clarisse perchè, attraverso la preghiera, sono sempre vicine ad ognuno di noi.

Eccovi di seguito i loro auguri.

 

Santa Pasqua 2009

Carissimi fratelli e sorelle,

la morte e resurrezione del Verbo di Dio incarnato è un evento di amore insuperabile, è la vittoria dell'Amore che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e dalla morte. Ha cambiato il corso della storia, infondendo un indelebile e rinnovato senso e valore alla vita dell'uomo.

"Sono risorto e sono con te"

Entriamo nella profondità del mistero Pasquale, Gesù di Nazareth con il suo sacrificio ci ha resi figli di Dio. Entrando nella contemplazione di Lui sorgente di luce, di conforto e di speranza, non dobbiamo aver paura di guardarci dentro perchè Dio è più grande del nostro cuore; lasciamoci riempire dalla gioia inesprimibile della Resurrezione.

                 Buona Pasqua a tutti

                     con affetto, le sorelle Clarisse di Grottaglie

Ci uniamo anche noi giullari a questo augurio di pace e di speranza  augurando a tutti voi una S. Pasqua

                              I giullari di Dio Grottaglie

postato da: 2falco alle ore aprile 04, 2009 10:14 | Permalink | commenti
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sabato, 22 marzo 2008

Ciao a te, caro amico. In questo sabato di quaresima, il sabato che precede la risurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, vogliamo postare nel nostro blog gli auguri che le clarisse del monastero di Grottaglie rivolgono a te e a tutti gli uomini. Ringraziamo con cuore sincero le "nostre" clarisse. Già, nostre perchè ci sentiamo legati a loro attraverso la preghiera, attraverso la comunione e lo spirito che operano per lo stesso obiettivo: andare verso il Cristo morto e risorto per noi.

Auguriamo alle sorelle clarisse di trascorrere una santa Pasqua.

"Cristo, nostra speranza, è risorto ed è sempre vivo in mezzo a noi!

Esploda la nostra gioia perchè la storia degli uomini, così piena di conflitti e di tenebre e così priva di speranza, trovi qui il suo senso e la sua certezza!

Il Signore risorto non muore più! E anche noi viviamo con Lui, viviamo con una speranza nuova nel cuore! Viviamo perchè Lui ha pagato per noi sulla Croce il nostro riscatto! Viviamo perchè ci è stato dato l'inestimabile segno di amore: per riscattare lo schiavo, infatti, il Padre ha sacrificato suo Figlio!

La Risurrezione è quindi l'unica ragione della nostra speranza!

E' la luce che illumina le nostre tenebre, il bagliore che trasfigura le nostre croci, la sicurezza che rassicura le nostre insicurezze, che dà gioia alle nostre umiliazioni, significato alle nostre azioni; ed è il germe che fa scaturire la vita nuova sulle nostre morti quotiiane.

Mia gioia è Cristo risorto!

Il nostro augurio dal silenzio della clausura, allora, diventa preghiera di intercessione per tutti i fratelli sparsi nel mondo intero, che amiamo intensamente e che ogni giorno portiamo tra le nostre braccia, con cuore materno, dinanzi al Cristo povero e crocifisso, condividendo i pesi e le fatiche che la società di oggi sperimenta ed invocando insieme con Chiara e con Francesco d'Assisi, per intercesione della Vergine Maria, il dono della pace e la conversione del cuore, perchè in tutti alberghi l'amore e non l'odio, la tenerezza e non la durezza e la violenza, la vita e non la morte, perchè si possa ricercare da parte di tutti la strada dell'incontro, del dialogo sereno e costruttivo, della riconciliazione, dell'accoglienza reciproca; perchè si percorra tale strada con impegno tenace e radicalità convinta e perchè da parte di tutti si ricerchi costantemente il bene comune.

Chiediamo in particolare per tutti che in questa santa Pasqua il Signore vi doni di fare una nuova e forte esperienza di perdono e di salvezza, che vi rigeneri alla vita nuova nello Spirito, che vi renda creature pasquali, capaci di annunciare con la vita che Cristo è risorto.

Chiediamo ancora che la vostra gioia, in questa Pasqua, sia piena davvero: sia la gioia di un cuore risorto, di un cuore che comincia a credere e a fidasi di più e che sceglie di obbedire con nuovo slancio a Colui che è risuscitato dai morti per rimanere sempre con noi.

Chiediamo che la Risurrezione del Signore sia per ciuascuno di voi una ventata di vita, un alitare di pace del Cristo che la sera di Pasqua offre con le sue piaghe perdono per tutti e per tutti  vita per sempre.

Chiediamo infine che la luce sfolgorante del Risorto avvolga di splendore ogni ombra e fatica della vostra vita, trasformando tutto in intima pace.

Alleluia! Buona e santa Pasqua! Auguri senza fine dalle Sorelle Clarisse di Grottaglie."

Ci uniamo anche noi giullari a questo augurio di pace e di speranza per augurare a tutti voi una S. Pasqua.

                 I giullari di Dio Grottaglie

postato da: IgiullariGrott alle ore marzo 22, 2008 11:49 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 20 marzo 2008

CrocifissoCiao caro amico. Come ben sai Dio semina sempre nel cuore dell'uomo, ma non sempre il seme trova terreno fertile per germogliare.

Nella nostra parrocchia diversi di quei semi hanno trovato terreno fertile per poter crescere: tra noi giullari ci sono cinque seminaristi, cinque giovani disposti a donare la propria vita a Dio attraverso il sacerdozio.

Sono diverse le tappe nel cammino per diventare sacerdote: si va dall"ammissione agli ordini" al lettorato, dall'accolitato al diaconato, per poi diventare presbitero, sacerdote. 

Uno di noi che sta frequentando il seminario regionale di Molfetta il 2 marzo 2008 ha ricevuto il ministero dell'accolitato. Oggi mette per iscritto le sue sensazioni, i suoi pensieri su questa tappa importante per la sua vita.

"E' difficile descrivere ciò che si ha nel cuore, poichè ogni descrizione corre il rischio di divenire una riduzione di una realtà che la trascende, ma mi sforzo di comunicare i miei sentimenti, la mia gioia per un dono tanto grande, che mi supera all'infinito. Una gioia che diventa gratitudine a Dio per il dono della chiamata, perchè ha posto un tesoro così grande in un vaso di creta come la mia persona.

San Paolo scriveva con grande saggezza: "Investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata" (2 Cor, 1)

Il Signore mi chiama per servirlo, nella Chiesa, per il Regno, ciò mi riempie di gioia ma anche di tanta responsabilità, perchè non sono destinatario di un qualcosa da custodire gelosamente nei meandri della mia vita privata, ma Lui si fa dono alla mia povera persona nell'Eucarestia per potersi donare agli altri.

Un dono che, come preghiamo nel Canone Romano, riceviamo "non per i nostri meriti ma per la ricchezza del suo perdono".

E ancora l'inno dei vespri del tempo quaresimale ci ha ricordato ogni giorno che "grande è il nostro peccato ma più grande è il Suo amore".

Sinceramente non saprei descrivere pienamente quello che ho nel cuore e spero di essere compreso, ma dire con la vita le parole della liturgia eucaristica: "questo è il mio corpo spezzato per voi, questo è il mio sangue versato per voi" non ti lascia tanto tempo per provare a raccontare sensazioni poichè si cerca di impegnare tutto il tempo a viverlo.

Molte persone in questi giorni mi hanno ripetuto la stessa frase: "Con l'accolitato sali un gradino verso il presbiterato".

In realtà ho sceso un altro gradino, perchè nella chiamata siamo invitati a vivere quell'uscire da sè di cui ci parla Giovanni nel Prologo del suo Vangelo (et Verbum caro factum est), ad incarnare nella nostra vita la Kenosi di Gesù, quella spogliazione di colui che pur essendo di natura divina non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio ma spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, di colui che da ricco che era si fece povero.

E' il primo impegno di ogni cristiano, di ogni discepolo, di ogni uomo creato a immagine di Dio, spogliarsi dai propri idoli, egoismi, fardelli che ci inchiodano a terra e non ci liberano verso il cielo, per indossare... un semplice grembiule, come stile di vita.

Gesù, come racconta Giovanni nel cap 13 del Vangelo, indossò il grembiule, non ci dice che se lo sia mai tolto, e cominciò a lavare i piedi, "cominciò", continua ancora oggi a farlo nella Sua Chiesa, nei discepoli, perchè il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire e (cioè) dare la vita in riscatto di molti.

Non prometto nulla, ho detto semplicemente Sì, con le mie fragilità, con la ricchezza del Suo amore amore, perchè amore è servire e dare la vita.

"Questo è il mio corpo, il mio sangue, per voi". "Amate la gente, i poveri sopratutto e Gesù Cristo, il resto non conta nulla" (don Tonino Bello).

A tutti un semplice grazie perchè in quella Eucarestia affidata alle mie povere mani c'è tutta l'umanità amata e redenta da Dio.

Gesù ha scelto questo povero asino per entrare nella vostra Gerusalemme. Lui vi dono.

Grazie di cuore a tutti.

          Francesco Santoro, peccatore, ma amato da Dio

postato da: IgiullariGrott alle ore marzo 20, 2008 11:41 | Permalink | commenti
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mercoledì, 19 marzo 2008

Programma della settimana santa nella nostra parrocchia

Lunedì 17 marzo 2008 :

ore 10.00 - 12.00 Confessioni

ore 16.30 - 18.30 Confessioni

ore 18.30 S. Messa

ore 20.00 L'Ora di Gesù animata dal gruppo Alfa e

Omega "ANASTASIS"

Martedì 18 marzo 2008 :

ore 10.00 - 12.00 Confessioni

ore 16.30 - 18.30 Confessioni

ore 18.30 S. Messa

ore 19.00 Celebrazione penitenziale per tutti

Mercoledì 19 marzo 2008 :

ore 10.00 - 12.00 Confessioni

ore 16.30 - 18.30 Confessioni

ore 17.30 Gruppo di preghiera di Padre Pio

ore 18.30 S. Messa

Giovedì 20 marzo 2008 :

ore 8.00 Ufficio delle letture e Lodi

ore 10,00 Messa Crismale in Concattedrale

a Taranto

ore 18.00 Messa vespertina - Cena del Signore

ore 23.00 Adorazione comunitaria

Venerdì 21 marzo 2008 :

ore 9.00 Ufficio delle letture e Lodi

ore 10.00 - 12.00 Confessioni

ore 16.45 Novena della Divina Misericordia

ore 17.00 Celebrazione Passione del Signore

ore 20.00 Preghiera comunitaria davanti al Crocifisso

Sabato 22 marzo 2008 :

ore 9.00 Ufficio delle letture e Lodi

ore 9.30 Novena della Divina Misericordia

ore 10.00 - 12.00 Confessioni

ore 17.00 - 20.00 Confessioni

ore 22.00 Apertura della Chiesa

ore 23.00 Inizio Veglia Pasquale

Domenica 23 marzo 2008 :

PASQUA DI RESURREZIONE

orario s. Messe

ore 8.00 - 10.00 - 11.30 - 18.30

ore 18.15 Novena alla Divina Misericordia

postato da: 2falco alle ore marzo 19, 2008 14:32 | Permalink | commenti
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